Il 23 maggio avrebbe compiuto 70 anni. Se ne è andato invece, troppo presto, nel giugno del 1988 a soli 32. Eppure, letto oggi, Andrea Pazienza ci appare meraviglioso come dieci, venti, cinquanta anni fa. Di più: scopriamo che, anche se il mondo è cambiato da quando Paz fece la sua comparsa stravolgendo il fumetto come era stato inteso fino allora — la sua prima tavola è uscita sul mensile Alter Alter nell’aprile del 1977, lui non aveva ancora 21 anni —, forse soprattutto perché il mondo è così tragicamente cambiato, abbiamo ancora tanto bisogno di lui. Della sua energia creativa. Del suo modo geniale di guardarsi intorno.
Andrea Pazienza io lo conoscevo bene. Ritratto di famiglia a fumetti
di Luca Valtorta
04 Maggio 2026
Anche per questo, per colmare il vuoto che ci ha lasciato, Repubblica porta in edicola una nuova collana a lui interamente dedicata. Si intitola Nel segno di Paz: venti volumi realizzati in collaborazione con Coconino Press che rappresentano un’occasione unica per ripercorrere la produzione straordinaria di un talento rivoluzionario, una «rock star del fumetto» come è stato definito, attraverso i suoi personaggi più iconici, entrati a tutti gli effetti nel mito: prima Pentothal, poi Zanardi, Pompeo, Pertini. Ma anche le vignette, gli scritti e tutte le altre sue realizzazioni (pittoriche, murali, erotiche, per l’infanzia), con qualche materiale inedito. Un’opportunità per le generazioni più giovani di avvicinarsi a un maestro del fumetto italiano a 360 gradi.






