Il ghigno di Zanardi come antipasto per un 2026 che vedrà l’Aquila Capitale della italiana della Cultura (inaugurazione sabato 17 gennaio alla presenza del presidente Sergio Mattarella e del ministro Alessandro Giuli). Nella sede locale del MAXXI, infatti, fino al 6 aprile – data oltremodo simbolica per il capoluogo abruzzese, duramente colpito dal terremoto del 2009 – è in scena la mostra Andrea Pazienza. La matematica del segno, a cura di Giulia Ferracci e Oscar Glioti. Non solo una celebrazione del mitico fumettista di San Benedetto del Tronto (1956-1988) nel settantesimo anniversario della nascita, ma anche uno scavo nel suo laboratorio creativo, a partire dagli anni della formazione e dal suo profondo legame con l’Abruzzo. Per illustrare come, anche nelle opere più complesse e apparentemente caotiche del grande Paz, ci sia sempre un preciso filo rosso, un sistema calibrato in ogni dettaglio, un alfabeto modulato di continuo. Nelle 15 sale di Palazzo Ardinghelli sono raccolti e organizzati per nuclei tematici e cronologici oltre 300 lavori, alcuni dei quali mai esposti in precedenza, tra disegni infantili, tavole a china e composizioni ad acquerelli e pennarelli. A parte, poi, una sezione, a cura di Fanny Borel, è dedicata al Laboratorio Comune d’Arte Convergenze di Pescara, fondato e guidato da Giuseppe D’Emilio, protagonista della scena artistica della città adriatica dal 1973 al 1981, sede di mostre, concerti jazz, performance e dibattiti.
Andrea Pazienza, il fumettista che inseguì il male a colpi di pennarello e ironia | Libero Quotidiano.it
Il ghigno di Zanardi come antipasto per un 2026 che vedrà l’Aquila Capitale della italiana della Cultura (inaugurazione sabato 17 ge...










