Asettant'anni dalla nascita di Andrea Pazienza e dopo la grande mostra al Maxxi L'Aquila arriva a Roma il secondo capitolo del progetto dedicato all'artista e disegnatore dal talento poliedrico e rivoluzionario: al Maxxi si apre infatti 'Andrea Pazienza.
Non sempre si muore', a cura di Giulia Ferracci e Oscar Glioti, che raccoglie il testimone dalla mostra 'La matematica del segno' dell'Aquila dedicata agli anni di formazione per completare il racconto della parabola dell'artista, nato il 23 maggio 1956 a San Benedetto del Tronto.
'Non sempre si muore' deve il titolo a un'intervista rilasciata da Pazienza al conduttore televisivo britannico Clive Griffiths nel 1988, poco prima di morire, e che sembra quasi profetica rispetto a una vita vissuta con straordinaria intensità e terminata prematuramente. L'esposizione, dal 24 aprile al 27 settembre, attraverso centinaia di tavole, disegni e fumetti esplora lo sguardo critico e la visione di Pazienza con un percorso che si snoda lungo l'intera carriera, dagli anni della formazione fino alle ultime opere sviluppandosi per stanze tematiche e per colori e temi: ecco le pareti dedicate ai suoi personaggi iconici come Zanardi e Pentothal, ma anche alle strisce che hanno per protagonista il presidente Sandro Pertini, socialista e antifascista amatissimo a cui capita di scovare i nostalgici del ventennio con trucchi quali gridare alle spalle 'eia eia' per vedere se rispondono di getto 'alalà'. E infine Pompeo, personaggio depositario del testamento artistico di Pazienza, in cui si compie la sublimazione perfetta tra l'autore e la sua creatura.






