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Nel marzo del 2025 l’Iran fu una delle prime squadre a qualificarsi ai Mondiali di calcio, che inizieranno il prossimo 11 giugno in Nord America. Eppure alla fine di maggio la sua presenza al torneo è ancora circondata da molti dubbi, principalmente a causa della guerra con gli Stati Uniti.
In questo momento la nazionale iraniana è in Turchia per il raduno in vista del torneo: il 18 maggio si è trasferita da Antalya, dove ha stabilito la sua base per gli allenamenti, alla capitale Ankara, per risolvere i problemi relativi all’ottenimento dei visti d’ingresso negli Stati Uniti. L’Iran ha in programma di raggiungere gli Stati Uniti il 5 giugno, in vista delle tre partite del Gruppo G: affronterà Nuova Zelanda e Belgio a Inglewood, vicino a Los Angeles, il 15 e il 21 giugno, e poi l’Egitto a Seattle, il 26 giugno.
Al momento nessuno dei componenti della rosa o dello staff iraniano ha ottenuto un visto d’ingresso negli Stati Uniti. Nonostante la FIFA abbia rassicurato la delegazione che non ci saranno problemi, non è sicuro che tutti i delegati della federazione calcistica iraniana (FFIRI) lo otterranno. Ci sono dubbi in particolare sul presidente Mehdi Taj, che ha fatto parte delle Guardie della Rivoluzione, un corpo militare dello stato iraniano che è considerato un’organizzazione terroristica da vari paesi, tra cui Stati Uniti e Canada, due degli organizzatori dei Mondiali (l’altro è il Messico).














