La squadra iraniana - 22 giocatori e lo staff tecnico - è arrivata ad Antalya e il 29 maggio giocherà una amichevole con il Gambia e in Turchia dovrebbe rimanere alcune settimane. "I giocatori completeranno all'estero le domande di visto", ha confermato l'allenatore Amir Ghalenoei. Per i calciatori è, infatti, impossibile allenarsi in patria vista la non remota ipotesi di bombardamenti da parte di Usa ed Israele. Il problema dei visti, peraltro, riguarderebbe non tanto i giocatori quanto lo staff che dovrebbe accompagnare i calciatori al Mondiale. Alcuni di loro, secondo fonti statunitensi, potrebbero avere legami con i Pasdaran che sono considerato un'organizzazione terroristica e, quindi, essere respinti alla frontiera. Ma su questo punto la Fifa avrebbe garantito un intervento risolutore. In ogni caso, soltanto all'ultimo momento la delegazione dell'Iran dovrebbe dirigersi negli States, a Tucson, in Arizona dove ha organizzato il proprio quartier generale. Il debutto è previsto il prossimo 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda. La squadra, che fa parte del Gruppo G, resterà poi in California per affrontare il Belgio, mentre dovrà trasferirsi a Seattle per l'ultima partita del girone contro l'Egitto. Il programma c'è, sarà da vedere se si riuscirà, da parte di tutti, a rispettarlo.