Un lettore scrive:«Il sogno della "città dei 15 minuti" svanisce sul piano culturale con la chiusura della Biblioteca Centrale, presso cui non rimane neppure il servizio di ritiro dei libri prenotati via internet. Dal quartiere Cit Turin, sprovvisto di biblioteche e non toccato dal Bibliobus, non è più possibile raggiungere a piedi un punto di consegna in un tempo ragionevole: bisogna usare (e pagare) un mezzo pubblico per conquistare un libro, spesso prenotato da mesi, recandosi in una sede lontana. Una proposta: l'ex edicola di giornali davanti all'ingresso del Tribunale, non potrebbe riprendere vita almeno un paio di volte a settimana, con un bibliotecario e qualche volontario, per dotare il quartiere di questo utile servizio culturale? Sarebbe una piccola consolazione per chi abita qui e, nella "città dei 15 minuti", non dispone di ospedale, ambulatori, casa di comunità, servizi anagrafici, punto d'incontro per anziani e neanche più del Consultorio familiare e pediatrico, soppresso in Via Avigliana».Carla F. Una lettrice scrive:«Mia figlia, certificazione Trinity in inglese conseguita con livello C1 ed attualmente ancora valida, si iscrive al Politecnico di Torino che non riconosce la certificazione Trinity perchè ritenuta non sufficiente dal punto di vista dei termini tecnici. Comunque, ridà l'esame al Poli e lo supera con lo stesso livello. Ma la parte curiosa è che nessun termine tecnico viene chiesto durante le fasi di certificazione (parlato, scritto, ascolto, lettura). Altro aspetto interessante è che, se non fosse passata, avrebbe dovuto pagare 165 euro per conseguire qualcosa che possedeva già. Ora la mia domanda al Magnifico Rettore è la seguente: tutti gli altri Poltecnici - Milano incluso - sono dei pressapochisti ad accettare una certificazione riconosciuta anche dal Miur?».E.F. Un lettore scrive:«Segnalo l'ennesima esperienza indecorosa vissuta sui mezzi pubblici torinesi. Nel pomeriggio del 22 maggio, dopo le ore 17, ho utilizzato due bus della linea 67: il mezzo numero 3014, da Moncalieri (fermata Rigolino) a Torino (fermata Valperga Caluso), e successivamente il numero 3312 fino a Porta Nuova. Entrambi avevano l'aria condizionata fuori uso. A confermarlo sono stati gli stessi autisti, ai quali va la mia solidarietà: devono lavorare per ore in condizioni indegne. La domanda è semplice: è normale nel 2026 viaggiare stipati su autobus che superano i 30 gradi interni? Possibile che ogni volta che si prende un mezzo pubblico ci sia sempre qualcosa che non funziona? Si parla di incentivare l'uso del trasporto pubblico, ma poi i cittadini vengono trattati come bestiame».Michele Verde DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.
Specchio dei Tempi, le lettere di sabato 23 maggio 2026
Il sogno della città in 15 minuti naufraga con la Biblioteca Centrale | Le certificazioni linguistiche del Politecnico | Troppi bus con aria condizionata guasta






