L’incertezza non è un incidente di percorso. È un patrimonio.

Invisibile, instabile, perfino scomodo, ma indispensabile per capire il mondo contemporaneo.

«Tutto ciò che conta davvero, dai mercati finanziari alla geopolitica, fino alle grandi rivoluzioni scientifiche – osserva Gabriella Greison, fisica quantistica - nasce da una fluttuazione, da un equilibrio che si rompe, da qualcosa che sfugge al controllo».

Le virate della storia e del pensiero nate dalla discontinuità sono il filo rosso del monologo “Il capitale dell’incertezza” scritto da Greison per il Festival dell’Economia di Trento.

Il racconto si snoda sul legame tra fisica quantistica e finanza e parte da una provocazione: per anni l’economia ha cercato di imitare la fisica classica e ha immaginato un universo lineare, prevedibile, ordinato.