La ricerca di un’Università americana evidenzia come l'applicazione di una corrente elettrica durante la macinatura riduca la carica elettrostatica, eliminando i grumi e migliorando il gusto
Nel nord ovest degli Stati Uniti, il caffè è la bevanda nazionale. Non per nulla, la catena Starbucks è nata a Seattle. E l’ultima ricerca scientifica e tecnologica sul caffè esce proprio dai laboratori di ricerca della Oregon University.
La tazzina perfettaUn semplice caffè nasconde molti segreti. Per ogni specie di caffè (ne esistono circa 60 al mondo), sono infatti centinaia gli elementi diversi a comporne il gusto e – escludendo fattori esterni come la macchina – sono decine le variabili che entrano in gioco nella preparazione di una tazzina, come il tipo di macinatura, la massa della polvere, il controllo del flusso dell’acqua, la sua qualità, temperatura e pressione dell'acqua, il grado di tostatura e molto altro.
Il profilo aromatico del caffè Dato che il gusto è ovviamente soggettivo, il metodo per misurare il profilo aromatico del caffè produce una scala. È stato scoperto ad esempio che sarebbe molto importante dissolvere quei grumi microscopici che si generano nella polvere di caffè dopo la macinatura – soprattutto quella molto fine. È l’effetto triboelettrico, cioè quel fenomeno che avviene nel trasferimento di cariche elettriche – che generano quindi una tensione - tra materiali diversi quando vengono strofinati tra di loro. Come si riduce l’elettricità statica prodotta durante l’operazione? Aggiungere una sola goccia d'acqua ai chicchi prima della macinatura aiuta significativamente ad abbassare la carica elettrostatica sulla polvere di caffè. Questo, a sua volta, riduce la formazione di grumi e migliora l'infusione, rendendola più piena. In pratica è un po' come fare l'elettrochoc al caffè per renderlo più buono.






