Una mini-serie a cura di Marco Trombetti, in cui si esplorano le vite di matematici straordinari per intelletto ma controversi per scelte, azioni o destini: figure in cui la brillantezza teorica convive con l’ombra, e dove la linea che separa rigore e ossessione, isolamento e violenza, si fa inquietantemente sottile. Non per assolvere né per condannare, ma per interrogarsi su un nodo scomodo: cosa accade quando il pensiero più lucido si separa dall’etica? In questo sesto episodio parleremo di uno tra i più prodigiosi matematici del XX secolo e del suo rapporto con il progetto Manhattan: John von Neumann. Trovate tutte le puntate qui.
La figura di cui vogliamo parlare oggi è profondamente diversa dalle precedenti. Genio matematico tra i più influenti del Novecento, la sua vicenda personale non si lega a episodi di criminalità, ma piuttosto a dilemmi morali e scelte eticamente controverse, legate soprattutto al suo coinvolgimento nel progetto Manhattan e alla riflessione sul ruolo della scienza nelle dinamiche politiche e militari del suo tempo. Stiamo parlando di John von Neumann.
John von Neumann
È in effetti interessante notare come accanto al genio creativo, possano emergere interrogativi sempre attuali sul rapporto tra conoscenza, responsabilità e potere.







