Una mini-serie a cura di Marco Trombetti, in cui si esplorano le vite di matematici straordinari per intelletto ma controversi per scelte, azioni o destini: figure in cui la brillantezza teorica convive con l’ombra, e dove la linea che separa rigore e ossessione, isolamento e violenza, si fa inquietantemente sottile. Non per assolvere né per condannare, ma per interrogarsi su un nodo scomodo: cosa accade quando il pensiero più lucido si separa dall’etica? Per questo ultimo episodio non potevamo esimerci dal parlare di matematici nazisti: Heil Bieberbach! Trovate tutte le puntate qui.

Bentornati, per quest’ultimo appuntamento con il crimine matematico. Come tutte le serie che si rispettino, non potevamo esimerci dal parlare di matematici criminali e nazisti. A questo riguardo, il protagonista indiscusso è senza ombra di dubbio Ludwig Bieberbach.

Le origini

Ludwig Bieberbach nacque il 4 dicembre del 1886 in una famiglia benestante. Nel 1905 entrò nel ginnasio umanistico (un liceo classico per intenderci) di Bensheim. Fu proprio lì che iniziò ad appassionarsi alla matematica, grazie all’influenza di un eccellente insegnante. Concluse gli studi nello stesso anno e dopo aver ottenuto il diploma (che gli permetteva l’accesso all’università) svolse un anno di servizio militare a Heidelberg. Anche durante questo periodo, però, non abbandonò il suo interesse per la matematica: frequentò infatti un corso sulla teoria delle funzioni tenuto da Leo Königsberger all’Università di Heidelberg, rimanendo profondamente colpito sia dai contenuti sia dalla qualità delle lezioni.