Forse è lì da sempre, ma non l'abbiamo mai visto. In quel toro che nel 1963 Ferruccio Lamborghini aveva scelto per simboleggiare il marchio che avrebbe portato il suo nome. E che aveva chiesto di disegnare a Paolo Rambaldi cogliendo un attimo ben preciso della corrida, quello in cui la bestia sta per colpire a testa bassa, con tutta la sua forza, il torero, che la evita con la mossa della "verónica". Vedendolo romanticamente, quell'attimo in cui il toro schiva il matador è un po' una metafora di quello che è successo al marchio di Sant'Agata Bolognese con l'elettrico. Era pronto a gettarsi a capofitto nel mondo delle EV, con un quarto modello destinato ad aprire una nuova era, ma un attimo prima di arrivare fino in fondo, dando il via libera definitivo al progetto, ha schivato (saggiamente) quel bersaglio. Decidendo di tornare a metterlo nel mirino più avanti.

voglia di ottani

Ecco, più o meno è andata così: come vedete dalla timeline qui sopra, in tempi in cui l'elettrificazione massiva sembrava l'unica via per il futuro, anche il marchio guidato da Stephan Winkelmann s'era fatto i suoi piani per lanciare un'elettrica. E l'aveva pure realizzata, sotto forma di concept – la Lanzador presentata a Pebble Beach nel 2023 –, capendo poi, però, che quel progetto, oggi, non s'ha da fare. Perché il mercato non è ancora pronto. E i clienti del Toro non vogliono mettersi in garage una supersportiva a batteria. C'è ancora tanta voglia di ottani, meccanica e vibrazioni che ti raccontino una storia che arriva dal passato, ma che – grazie all'ibrido – è pronta per il futuro.