Trump? È difficile credere che un personaggio affetto da delirio di onnipotenza sia disposto ad accettare una transizione pacifica del potere. La lettera di Michele Magno
Caro direttore,
parafrasando Marx, c’è un spettro che si aggira per l’Occidente: lo spettro del trumpismo. Ormai pochi, forse nessuno, è disposto a prendere sul serio l’uomo da cui prende il nome il fenomeno. Ormai molti, forse tutti, in questa parte del mondo detestano il suo bullismo caotico e i suoi ridicoli show mediatici.
Forte con i deboli (Venezuela e Cuba), mette dazi a raffica, alimenta l’inflazione e il caro-energia. Con la sua guerra erratica contro l’Iran, colpisce il portafoglio e la sicurezza sociale dei consumatori di buona parte del pianeta. Minaccia di abbandonare la Nato e di cancellare la storia dell’atlantismo a guida americana. Litiga con gli europei (che hanno poche armi) e maltratta il Papa (che non ha divisioni) in modo irriverente e grossolano, mettendosi al posto dei cardinali e dello Spirito Santo come suo grande elettore.
Debole con i forti, china il capo di fronte a Xi Jinping su Taiwan e abbandona l’Ucraina alle grinfie di Putin. La sua “America First” viene ormai percepita come il gioco di una cricca di potere che ha a cuore soltanto i propri interessi finanziari e di arricchimento personale. E chi ha puntato su Trump, nel governo italiano, ha dovuto fare marcia indietro.







