HomeCronacaLa prigionia e il ritorno, il racconto di Claudio e Federico: “Noi spogliati, picchiati e umiliati”Padre e figlio erano a bordo di una nave con la Global Sumud Flotilla quando sono stati fermati dall’esercito. “Ci hanno portato in un piazzale e ci hanno tirato acqua sporca per umiliarci, ma ci siamo fatti forza”La famiglia Paganelli riunita dopo l’arrivo in patria di Claudio e FedericoLivorno, 23 maggio 2026 – “Mio nonno ha combattuto per salvare gli ebrei e oggi io mi ritrovo a dover protestare contro le azioni del governo di Israele” sono parole forti quelle pronunciate da Claudio Paganelli, attivista fermato dal governo israeliano mentre si trovava a bordo della missione della Global Sumud Flotilla. Nonostante la violenza subita però Claudio e Federico Paganelli a La Nazione hanno raccontato di un viaggio sì tragico, ma profondamente umano.
“Il nostro viaggio è iniziato e si è concluso con ottimismo - ha spiegato Federico -. Sapevamo a cosa andavamo incontro, ma non ci aspettavamo tutto quello che poi è successo, a partire dall’abbordaggio del 29 aprile”. Quello del 29 aprile però è stato solo il primo dei tre abbordaggi di fronte al quale Claudio e Federico si sono trovati davanti, il terzo, quello fatale è però la prova che per l’umanità c’è ancora qualche speranza. “In realtà noi eravamo sfuggiti anche al terzo abbordaggio - hanno infatti raccontato Claudio e Federico - però avevamo visto che la barca Elenji era stata presa, nel corso del viaggio ci aveva sempre accompagnato e così abbiamo deciso che non potevamo abbandonarli”.










