FOLLONICAUna frase pronunciata durante l’ultimo consiglio comunale di Follonica ha scatenato reazioni politiche che hanno varcato i confini della città. A far discutere sono le parole attribuite alla consigliera di maggioranza Francesca Serafini che nel corso del dibattito sull’ordine del giorno relativo alla modifica del Ddl Stupri , presentato dai gruppi di opposizione, avrebbe definito i centri antiviolenza come strutture "di sinistra". Una dichiarazione che ha provocato la risposta dell’assessora alla Cultura e alle Pari Opportunità della Regione Toscana Cristina Manetti che ha condannato fermamente le dichiarazioni. "I centri antiviolenza – afferma l’assessora - non hanno colore politico e chi prova ad attribuirgliene uno sbaglia profondamente. Sono presìdi di civiltà costruiti per garantire ascolto, protezione e percorsi di autonomia alle donne che subiscono violenza, indipendentemente dalle idee politiche di chi governa o di chi chiede aiuto". Manetti ha ricordato di essere impegnata in questi mesi in un tour nelle 22 strutture antiviolenza presenti in Toscana, che l’ha portata a conoscere le operatrici e volontarie constatare la loro "professionalità e competenza". Anche il gruppo consigliare di minoranza "Follonica a Sinistra" condanna le parole della consigliera Serafini, definendole "un grave errore politico e culturale" e pone una domanda retorica diretta: "Se i centri antiviolenza sono ‘di sinistra’, chi minimizza o ostacola il loro lavoro da che parte starebbe? Di destra? Noi rifiutiamo questa impostazione".