Visita della sezione dell’Associazione della Polizia di Macerata all’ex manicomio, guidata da Romano Ruffini, ex operatore della struttura e storico locale. La struttura di Santa Croce fu inaugurata nel 1871, tra le prime costruzioni in Italia dedicate alla cura delle malattie mentali. Dal 1871 al 1939 la struttura conobbe numerosi ampliamenti, trasformandosi in una vera e propria città nella città. Nel 1876 fu nominato direttore il giovane medico emiliano Enrico Morselli, che per primo sperimentò con buoni risultati l’ergoterapia, ovvero la terapia del lavoro, impegnando i ricoverati nella coltivazione dei ben 14 ettari di terreno appartenenti alla struttura. "Prima di arrivare alla legge Basaglia, che decretò definitivamente la chiusura dei manicomi, furono numerosi i tentativi di alleviare la sofferenza dei malati – ricorda l’Anps –. Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, giovani infermieri e medici sperimentarono nuove forme di assistenza, assumendosi anche importanti responsabilità personali: accompagnavano i pazienti all’esterno della struttura e crearono luoghi di ritrovo per quelli meno gravi". Emozionante il racconto di Ruffini, che ha ripercorso la storia dell’avvocato Raffaele Foglietti, noto personaggio maceratese ricoverato, alla fine del 1800, per aver ingiuriato il Procuratore, oppure quella di Beatrice, madre della scrittrice Sibilla Aleramo, che, depressa per i tradimenti del marito, venne ricoverata e in una commovente lettera lo pregò di farla uscire, appellandosi al loro passato amore. Al termine della visita l’Anps, a ricordo dell’esperienza culturale vissuta, ha consegnato a un foulard dell’associazione, esprimendo i più vivi ringraziamenti per l’interessante lezione di storia e di vita che ha saputo regalare a tutti i presenti.