"Luogo simbolo identitario della comunità arcolana, venite a scoprirne le bellezze". Sono trascorsi 470 anni da quando le cinque sorelle Flamberti – Barbara, Camilla, Elisabetta, Catarinetta e Angela – si trovarono con la famiglia in località Carbonara, sopra il borgo di Arcola. Durante la recita dell’Angelus, le giovani raccontarono di aver visto apparire la Vergine Maria, circondata da due angeli, sopra una pianta di rosmarino. I fedeli vollero che iniziassero i lavori per la costruzione di una chiesa nel punto dell’apparizione, dove ancora oggi il rosmarino circonda la struttura. E’ così che vide la luce il santuario di Nostra Signora degli Angeli. La chiesa resterà aperta per il mese mariano e la sindaca Monica Paganini invita alla visita: "Anche per chi non è credente è una esperienza di silenzio, pace, raccoglimento e bellezza che di sicuro lascia il segno".

La prima struttura venne completata nel 1558 con la realizzazione della cappella sotterranea. Successivamente venne edificata una chiesa sovrastante e, nel corso del Settecento, il santuario assunse l’aspetto monumentale attuale. La chiesa è meta di turismo: mancano purtroppo i parcheggi visto che la scarpata laterale non consente di realizzarne. Poco più avanti c’è però la possibilità di posteggiare in uno spiazzo e il Comune, nelle occasioni speciali, mette a disposizione delle navette. L’interno del santuario è una scoperta: arricchito da marmi policromi, stucchi e opere pittoriche, tra cui gli affreschi di Luigi Agretti. Sotto il presbiterio si trova la preziosa cappella sotterranea dell’Apparizione, nucleo originario del complesso religioso, dove si può ammirare la statua della Vergine scolpita nel 1624 da Battista Orsolini di Carrara.