Due giornate straordinarie, un afflusso di pubblico enorme: più di mille persone hanno deciso di dedicare la loro domenica alla riflessione sul mondo dell’enogastronomia e quasi trecento giovani hanno impegnato il loro lunedì per l’hackathon più visionario del settore. Il Gastronomika Festival è un appuntamento giunto alla sua sesta edizione, che ci ha nel tempo mostrato quanto la narrazione di questo ambito sia ampia e complessa, e come la ristorazione, l’accoglienza, l’agricoltura e il vino possano essere raccontati da punti di vista sempre nuovi e sempre diversi.
Questo appuntamento ci insegna sempre moltissimo, sia in termini organizzativi che in termini di pensiero e di contenuto. E, spesso, gli insegnamenti che portiamo a casa non sono sul tema, ma generali e sull’approccio alla vita, al mondo, alla quotidianità. Perché, alla fine, quello che impariamo su cibo, vino e ospitalità, spesso racconta chi siamo e come interagiamo. Una piccola parte per il tutto.
Con una maggiore cultura riusciremo a mangiare tutti meglio: conoscendo la filiera, tornando a curarci della terra, scardinando le vecchie certezze e prendendoci il tempo che serve per capire e fare meglio. Lo hanno spiegato bene Chiara Pavan, con la sua cucina ambientale, ma anche i ragazzi che ci hanno fatto capire quanto l’agricoltura può (e anzi, deve) diventare un argomento sempre più figo.











