Settanta bambini e ragazzi del centro diurno della Caritas di Acerra attenderanno che Papa Leone scenda dall’elicottero, prima di agitare le loro bandierine con i colori del Vaticano e intonare il celebre Cantico delle creature di San Francesco. Quell’inno di lode a Dio, alla vita ed alla natura composto dalfrate santo nel lontano 1226 sarà cantato anche da bambini e da ragazzi immigrati e di religione musulmana perché la bellezza del creato non conosce barriere e steccati. Insieme a loro ci saranno anche 30 volontari che quotidianamente animano il centro che li ospita nei locali della diocesi.
Il programma Comincerà così stamani alle ore 8,45 al centro sportivo Arcoleo la storica prima visita di un pontefice ad Acerra. La permanenza durerà appena 4 ore, ma sarà intensa e gravida di emozioni per gli oltre 50mila fedeli che da mesi attendono la sua venuta. Qui c’è attesa per ciò che dirà Papa Leone XIV. Per la sua omelia. È un momento che tutti vivono come l’occasione non solo per fare i conti con una tragedia ultratrentennale che ha avvelenato terre, acqua e aria e ha lasciato e lascia una scia infinita di morti e di ammalati per cancro e malattie respiratorie, ma anche un momento da cui ripartire per risanare ciò che è stato inquinato. «Il mondo è infinitamente più di un problema da risolvere. È un mistero da contemplare con gratitudine e speranza. Aiutaci a scoprire la tua presenza in tutta la creazione, affinché, riconoscendola pienamente, possiamo sentire e sapere di essere responsabili di questa casa comune nella quale tu ci inviti a custodire, rispettare e proteggere la vita in tutte le sue forme e possibilità». È la preghiera «per la cura del creato», che Papa Leone ha composto appositamente per l’occasione della sua visita ad Acerra. È stata stampata in oltre 10mila copie da distribuire alle decine di migliaia di fedeli assiepati in piazza Calipari.Il Vescovo «Leone XIV riannoda quel filo interrotto. Verrà qui in un luogo simbolico segnato dalla ferita dell’inquinamento, ma il Papa, la cui visita avviene alla vigilia dell'undicesimo anniversario della pubblicazione dell'enciclica, sarà qui per tutti i territori feriti, 51 in tutta Italia, per ricordare il male che abbiamo fatto a questa nostra terra», ha ribadito monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra. Quitra Napoli e Caserta i morti e coloro che si sono ammalati di cancro a causa dei veleni industriali sepolti nelle oltre 2500 discariche abusive censite e per le centinaia di roghi di rifiuti che quotidianamente hanno ammorbato per anni l’aria di un intero territorio, non si contano. Queste terre sono state il terminale che le industrie del nord e quelle abusive, con la complicità della camorra e di imprenditori senza scrupoli, hanno utilizzato per seppellire fanghi e scorie tossiche, spesso tra il silenzio, l’omertà, e la paura di chi ha fatto finta di non vedere. Ma anche con istituzioni che spesso si sono servite di questi poteri opachi e che per decenni non hanno bonificato ciò che era stato avvelenato.La speranza Ma dal Pontefice si attende anche un messaggio di speranza. «Noi ne faremo un ulteriore programma per il nostro cammino, che sarà ancora lungo visto lo scempio prodotto, ma c'è speranza», promette il vescovo Di Donna. «Santo Padre, siamo lieti della sua visita e l'aspettiamo con grande emozione. Dica di agire, presto e in maniera concreta ed incisiva. Questa terra non può più aspettare, abbiamo bisogno di coraggio, quello stesso coraggio che in passato è mancato o che si è trasformato in connivenza e crimine. Dica che non vogliamo più essere la Terra dei fuochi, ma dica che solo interventi immediati e strutturali potranno trasformarci in Terra delle possibilità», spiegano in una lettera che sarà consegnata al pontefice gli attivisti del Comitato Unitario no 4 linea e per la Tutela Ambientale. Le istituzioni Ad accogliere Papa Leone all’Arcoleo ci saranno oltre a monsignor Antonio Di Donna, il sindaco Tito D’Errico, il presidente della Regione Roberto Fico, il presidente della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi, il prefetto Michele Di Bari e d il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano assieme al viceministro dell’Ambiente Vannia Gava. Dal centro sportivo il Papa giungerà in cattedrale dove ad attenderlo ci saranno vescovi, sacerdoti e i familiari delle vittime della Terra dei Fuochi. Qui, dopo un breve saluto e discorso di monsignor Di Donna, il Pontefice pronuncerà la sua omelia e si spera riuscirà a salutare i circa 90 familiari delle vittime. Poi di corsa in piazza Calipari dove ad attenderlo ci saranno i 90 sindaci della Terra dei fuochi e i fedeli giunti a bordo di oltre 100 bus. Qui pronuncerà prima un discorso e poi reciterà la sua preghiera. Al papa verranno donati una statuina di San Alfonso Maria de’ Liguori realizzata da Marco Ferrigno e una lettera scritta a mano dal Santo che era esposta nel Museo diocesano di Arienzo. Dalle mani del sindaco riceverà invece un quadro in ceramica. Lo scorso 8 maggio la visita di Leone a Napoli e Pompei, oggi ad Acerra: questo mese mariano sarà ricordato a lungo dallaChiesa campana.











