Trento, 22 maggio 2026 – Sparita. Evaporata. La stagione della Virtus, che pure aveva conquistato per il terzo anno di fila, il primo posto al termine della stagione regolare, è a un passo dal concludersi. Potrebbe succedere già domani pomeriggio, a Trento,quando si consumerà gara-quattro. Se gara-due era stata all’insegna delle difficoltà, la terza sfida è ancora peggio, un vero calvario per un gruppo che, in partenza, deve rinunciare a capitan Pajola, Diarra e, appunto Alston Junior.

E’ come se l’infortunio di Derrick, alla fine del primo confronto alla Fiera, a partita già chiusa, si sia trasformato in una sorte di kriptonite per una Virtus che, in versione Superman (fino al primo confronto) si spegne.

Sempre in affanno, sempre dietro nel punteggio (a parte il 4-4 iniziale). Senza idee e senza direttive precise da una panchina che subisce passivamente la partita, senza nemmeno chiamare un timeout, senza un tentativo di ribellione.

Trento, con un Jogela letale, infila triple su triple. La Virtus subisce le sberle, ma quel che è peggio è che non prova nemmeno a rialzarsi. Arrivati sul -11, 42-31, ci si aspetta una reazione da parte del gruppo. E invece no. Si arriva fino al -23 sul 72-49, con il solito Edwards. Che sbaglia l’inverosimile e reagisce sì, ma protestando con gli arbitri, senza un briciolo di costrutto. Si arriva anche a un surreale -26 sul 91-65. Non tanto perché Trento non abbia punti nelle mani, quanto perché la Virtus non dà segni di concretezza, orgoglio.