Bologna, 19 maggio 2026 – Virtus, stavolta il colpo lo incassa lei. Dopo il dominio di gara-uno, i bianconeri cadono 87-84 contro Trento nel secondo episodio della serie e vedono svanire il vantaggio del fattore campo. Una doccia fredda in Arena, arrivata quando tutto sembrava apparecchiato per un’altra serata in controllo. Ma i playoff hanno proprio questa natura: spietata, imprevedibile, capace di ribaltare scenari nel giro di quarantotto ore. Ogni partita ricomincia da zero e va conquistata possesso dopo possesso.

E soprattutto ci sono gli avversari. L’Aquila vista oggi è stata infatti l’esatto contrario di quella travolta domenica. Più aggressiva e soprattutto molto più precisa al tiro. Il dato che fotografa meglio il cambio di faccia della squadra di Cancellieri è nelle triple: dopo appena dodici minuti Trento aveva già trovato cinque bombe, esattamente il totale realizzato in tutta gara-uno. Percentuali completamente diverse, fiducia ritrovata e Virtus costretta subito a inseguire.

Bologna, frenata dalla tegola Alston, ha ritrovato però Morgan. Ed è stato proprio l’esterno americano a caricarsi sulle spalle l’attacco bianconero nel secondo quarto. Trento aveva già toccato il massimo vantaggio sul +8 nel primo periodo, sfruttando una circolazione di palla fluida e percentuali altissime, mentre la Virtus non riusciva a replicare la devastante prova balistica del primo atto della serie.