Dalle risate dopo la proposta (rifiutata) di tesserarsi a Libera al maxi stipendio e ai viaggi a scrocco. Le motivazioni della condanna di Domenico Ceravolo svelano anche perché i vertici del sindacato degli edili “non parevano inconsapevoli" dei legami con la criminalità organizzata
Gennaio 2024. Un segretario del sindacato (non indagato) invia una mail al sindacalista Ceravolo, che “si è adoperato in favore di soggetti appartenenti all’articolazione della ‘ndrangheta a Carmagnola e alla cosca madre di Sant’Onofrio". La proposta è apparentemente scontata per un’organizzazione che difende i diritti: tesserarsi a Libera, l’associazione contro le mafie fondata da Don Luigi Ciotti. Lui rifiuta e gli invia risatine via chat, poi racconta a un collega: "Io e il segretario abbiamo scherzato un po’ così su WhatsApp e basta. Lui si è messo a ridere”. In 787 pagine, la giudice Benedetta Mastri si dilunga anche sugli altri imputati condannati a pene fino a undici anni e dieci mesi di reclusione. Li difendono gli avvocati Christian Scaramozzino, Roberto e Alessandro Lamacchia, Sergio Almondo e Luca Cianferoni
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