Quando pensiamo al cervello, pensiamo subito ai neuroni. Il suo funzionamento, però, dipende anche da altre cellule che collaborano costantemente e contribuiscono a mantenere in equilibrio l’attività cerebrale. Tra queste ci sono gli astrociti, cellule di supporto che nutrono i neuroni, regolano l’ambiente in cui lavorano e partecipano alla comunicazione tra le diverse aree del cervello.
Proprio agli astrociti è dedicato lo studio internazionale appena pubblicato su Nature Communications, cui ha partecipato anche l’Università di Ferrara. Lo studio apre nuove prospettive per comprendere come alcune alterazioni dell’attività cerebrale possano incidere su memoria, attenzione e capacità cognitive.
La professoressa Sarah Beggiato del Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie di Unife, tra le autrici dello studio, spiega: “Questo studio mostra che gli astrociti non sono semplici cellule di supporto, ma possono influenzare in modo diretto il funzionamento dei circuiti cerebrali. In particolare” - continua Beggiato - “abbiamo contribuito a chiarire il ruolo dell’acido chinurenico, una molecola naturalmente presente nel cervello che, quando aumenta, può alterare l’equilibrio tra segnali di attivazione e segnali di controllo nella corteccia prefrontale. Comprendere questo meccanismo è importante perché difficoltà cognitive e disfunzioni corticali sono presenti in diverse condizioni neurologiche e psichiatriche, tra cui schizofrenia e disturbi neurodegenerativi”.






