Fino a qualche anno fa si pensava che la crescita di nuovi neuroni nel nostro cervello (il processo noto come neurogenesi), fondamentale per garantire plasticità cerebrale, apprendimento e memoria, non fosse possibile. Ora non solo sono cambiate le convinzioni, e quindi si ritiene che ciò avvenga eccome, ma si è accertato che chi di neuroni ne produce di più non lo deve al fatto di essere giovane. Perché il cervello lavora in questa direzione con maggiore vigore nei super-anziani, ossia in coloro che hanno dagli 80 anni in su. La conferma viene da uno studio pubblicato sulla rivista Nature (https://www.nature.com/articles/d41586-026-00599-5): guidato dall'Università dell'Illinois a Chicago, ha esaminato campioni di tessuto cerebrale provenienti da diverse persone decedute.

La ricerca ha rivelato che le persone anziane con una memoria eccezionale hanno un numero sorprendentemente elevato di neuroni giovani. A che cosa può portare una scoperta così sorprendente? Lo spiega Giuseppe Bruno, neurologo del Dipartimento di Neuroscienze umane dell’Università La Sapienza: “Potrebbe avere ricadute pratiche terapeutiche per la cura di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson - dice -: sono malattie che hanno come caratteristica quella di colpire determinate zone cerebrali, che sono, appunto, quelle studiate in questo lavoro”.