Èun importante passo in avanti nel campo dell’osservazione del cervello e delle sue componenti cellulari: si tratta di una nuova piattaforma sperimentale sviluppata da un gruppo internazionale di scienziati, che comprende i ricercatori dell’Istituto per la microelettronica e i microsistemi (Cnr-Imm) e dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (Cnr-Isof) al Consiglio nazionale delle ricerche e i colleghi della Johns Hopkins University di Baltimora, e che in uno studio pubblicato su Advanced Science hanno mostrato come riprodurre e studiare in vitro la complessa morfologia degli astrociti, un tipo di cellule cerebrali che ora può essere osservata nel suo stato tridimensionale naturale grazie all’impiego di speciali nanofili vetrosi e tecniche di tomografia ottica.

Il cervello si rigenera anche in tarda età. Scoperto come nascono i nuovi neuroni

04 Luglio 2025

Il ruolo degli astrociti e i limiti (attuali) del laboratorio

Gli astrociti sono cellule del cervello essenziali per il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale, in quanto regolano l’attività delle sinapsi e supportano i neuroni. La loro funzione, nello specifico, è strettamente legata alla loro morfologia “a stella”, caratterizzata da complesse ramificazioni tridimensionali. Tuttavia, lo studio di queste cellule in laboratorio ha sempre incontrato un ostacolo strutturale: “Riprodurre in vitro strutture cellulari con morfologie che rispecchino fedelmente quelle presenti in vivo è una sfida cruciale per studiare la loro funzionalità biologica e l’origine di numerose malattie”, ha spiegato Annalisa Convertino, ricercatrice al Cnr-Imm. “Con riferimento agli astrociti, quando questi sono coltivati in vitro su superfici planari, come i tradizionali vetrini da microscopio o le piastre di Petri, tendono ad appiattirsi, assumendo una forma poligonale priva delle ramificazioni tipiche, quelle che nel cervello permettono loro di formare una complessa rete indispensabile al supporto dell’attività neuronale”.