Cosa succede all’interno di una cellula nel momento in cui una malattia prende forma? Come possiamo “vedere” i meccanismi molecolari mentre accadono, senza fermarli o danneggiarli? Da oggi, queste domande trovano risposte concrete in Italia, grazie all’inaugurazione del nuovo laboratorio Clem di Humanitas, una delle più avanzate piattaforme europee per l’imaging cellulare e molecolare, che unisce microscopi ottici, elettronici, tecniche criogeniche e potenza computazionale basata sull’Intelligenza Artificiale.
Una “Tac cellulare” in quattro dimensioni, capace di bloccare il tempo biologico a -196°C e di tradurre le immagini in dati utili per diagnosi e cura: questo è il cuore della tecnologia Correlative light and electron microscopy (Clem), ora installata nel campus di Humanitas University, a Pieve Emanuele, a pochi passi dai reparti clinici dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas.
Clem: il ponte tra dinamica e dettaglio molecolare
La Clem nasce da una sfida scientifica: superare i limiti della microscopia tradizionale. Da un lato c’è la microscopia ottica a fluorescenza, che consente di osservare cellule vive in azione; dall’altro, quella elettronica, che fornisce una risoluzione nanometrica, ma solo su campioni fissi e morti. Unendo queste tecnologie – e arricchendole con tecniche come la crio-microscopia e la Volume Electron Microscopy – è ora possibile osservare un evento biologico in diretta, identificarlo, congelarlo in millisecondi con azoto liquido, e studiarlo in 3D con precisione atomica.








