WUHAN – Dopo aver provato a contenere gli incrementi piuttosto elevati del prezzo del carburante a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz e dello scontro bellico in Iran, lo scorso 8 maggio la Cina ha annunciato un aumento dei prezzi massimi al dettaglio di benzina e diesel. Precisamente, la Commissione Nazionale di Sviluppo e Riforma (国家发展和改革委员会), durante una attività di revisione tariffaria, ha annunciato che i prezzi della benzina aumenteranno di circa 320 yuan per tonnellata. Inoltre, la stessa commissione ha riferito che i prezzi al dettaglio del diesel aumenteranno di circa 310 Yuan per tonnellata. Questa è una mossa molto importante se consideriamo che la Cina è il secondo consumatore di petrolio al mondo ed è in grado di possedere una rete di approvvigionamento petrolifero diversificata. La Commissione ha affermato che la misura mira a tutelare gli utenti a valle, ad attenuare la pressione inflazionistica e a mantenere la stabilità economica. Dunque, i colossi cinesi del settore come PetroChina, Sinopec e CNOOC sono adesso obbligati a organizzare la produzione e il trasporto di prodotti petroliferi raffinati per dare stabilità all’offerta sul mercato, rispettando la politica nazionale dei prezzi. La stessa commissione rafforzerà i controlli sul mercato e punirà severamente qualsiasi violazione relative alla politica nazionale dei prezzi di tali prodotti al fine di mantenere l’ordine sul mercato ed evitare forti speculazioni. In questi casi, i consumatori potranno denunciare le eventuali violazione attraverso piattaforme digitali predisposte.
Gli effetti della chiusura di Hormuz si sentono anche in Cina: su il prezzo del carburante e rischio shock agroalimentare sistemico
WUHAN – Dopo aver provato a contenere gli incrementi piuttosto elevati del prezzo del carburante a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz e dello scontro bellico in Iran, lo scorso 8 maggio la Cina ha annunciato un aumento dei prezzi massimi al de








