Il report annuale dell’ISTAT ha rivelato che oltre 6,6 milioni di italiani in età fertile stanno rinunciando ad avere figli, pur desiderandoli. A pesare su questa scelta sono soprattutto l’instabilità del mercato del lavoro e condizioni economiche sempre più fragili. Per la demografa Agnese Vitali l’unica strada per invertire la rotta è investire seriamente sul lavoro stabile e sulle pari opportunità.

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Nel Paese che continua a registrare il minimo storico delle nascite, il dato più significativo non è il continuo calo della natalità, ma il numero di persone che, pur desiderando dei figli, ha comunque dovuto rinunciare alla genitorialità. Secondo il Rapporto annuale dell'istituto italiano di statistica (ISTAT), nel 2025 le nascite sono scese a 355.000, il 3,9% in meno rispetto all'anno precedente, mentre il numero medio di figli per donna cala ancora, passando da 1,18 a 1,14: il valore più basso mai registrato in Italia. Dietro questi numeri si cela però una realtà ancora più complessa. Tra i 9,8 milioni di persone tra i 18 e i 49 anni che dichiarano di non avere intenzione di fare figli, solo una minima parte – appena il 5,5% – sembra aver preso questa decisione per scelta. La fetta più consistente, pari a 6,6 milioni di italiani (il 62,2% del totale), ha infatti rinunciato a programmare una nascita nonostante il desiderio di diventare madri o padri. La percentuale restante (poco meno del 33%) ha invece già raggiunto il numero di figli desiderati e non intende allargare ulteriormente la famiglia.