Non ci sarà il boicottaggio minacciato nelle scorse settimane, ma tennisti e tenniste daranno un segnale al Roland Garros per la questione montepremi: mentre fronte Atp e Wta ai giocatori vengono girati il 22% dei ricavi, nei Major ci si ferma attorno al 15%. E per questo in occasione del media day di oggi a Parigi la maggior parte dei top player limiterà la propria disponibilità con i media a 15 minuti: numero simbolico proprio per evidenziare quel 15% che ormai non basta più. Solo un quarto d’ora (massimo) in conferenza stampa, nessuna intervista con le televisioni accreditate e nessuna one to one. Non il boicottaggio di cui si parlava, che sarebbe un segnale fortissimo ma a oggi utopico, ma un gesto che non intacca lo svolgimento del torneo (gli interessi economici da quel punto di vista sono tantissimi), ma che sicuramente fa discutere.

I ricavi nel torneo continuano a crescere, ma non il montepremi. Questa la motivazione principale della protesta dei tennisti – tra cui anche Sinner, Alcaraz e Sabalenka – che nelle ultime settimane continua a prendere piede. Un problema per cui i big lottano non solo per sé stessi, ma soprattutto per i tennisti di media-bassa fascia, che spesso si fermano ai primi turni degli Slam. Incrementare il montepremi significherebbe infatti anche permettere a questi tennisti di guadagnare di più già nei primi turni.