Nove giorni dopo essere tornato libero, Giacomo Olivieri ha scelto di rompere il silenzio con un post su Facebook. Un messaggio in cui non lascia spazio a dichiarazioni d'innocenza o attacchi alla magistratura, ma che suona come una riflessione intima sulla fragilità della vita. "Io non riesco ancora a credere di essere vivo e di stare bene", scrive l'ex consigliere regionale, che ringrazia in primo luogo i suoi avvocati Gaetano e Luca Castellaneta: "Non mi hanno mai lasciato solo." Poi il fratello, la moglie, i figli: "Nonostante le loro enormi sofferenze mi hanno cinturato di emozioni." E infine il cappellano del carcere di Lanciano, don Massimo Stornelli: "Ha asciugato ogni giorno le mie lacrime e mi ha ogni giorno ricordato che Dio ci vuole sorridenti.""Invito tutti coloro che mi vogliono bene a non demonizzare il lavoro dei magistrati perché nonostante gli errori giudiziari è grazie a loro che possiamo vivere una vita nella legalità e sicurezza" ha scritto. "Vivete questo dono senza sprecarlo e senza sporcarlo", chiude Olivieri. "La vita è meravigliosa."La scarcerazione del 13 maggioIl ritorno alla libertà di Olivieri risale al 13 maggio scorso, quando il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Salvatore ha accolto la richiesta avanzata dagli avvocati Castellaneta, disponendo l'attenuazione della misura cautelare. Nel provvedimento, il giudice ha evidenziato come "le esigenze cautelari in relazione al caso concreto" risultino "affievolite", sottolineando che Olivieri aveva rispettato tutte le prescrizioni imposte durante la detenzione domiciliare e aveva usufruito di diversi permessi senza violazioni. Olivieri può lasciare i domiciliari che stava scontando nell'abitazione del fratello al quartiere Libertà, pur dovendo rispettare alcune misure restrittive: obbligo di dimora a Bari, permanenza in casa dalle 20 alle 6 e obbligo di firma in caserma due volte al giorno.Due anni e tre mesi di custodiaOlivieri era stato tra i 130 arrestati del maxi blitz del 26 febbraio 2024, coordinato dalla DDA e condotto dalla Squadra Mobile di Bari nell'ambito dell'inchiesta "Codice Interno". Aveva trascorso tredici mesi in carcere prima di passare ai domiciliari nel marzo 2025, inizialmente a Parabita nel Leccese e successivamente a Bari.Le accusePer la Procura antimafia, Olivieri avrebbe raccolto nel 2019 i voti di tre clan cittadini - Parisi, Strisciuglio e Montani - per favorire l'elezione della moglie Maria Carmen Lorusso al Consiglio comunale di Bari. Lorusso è imputata insieme al padre, l'oncologo Vito Lorusso, nel processo per presunto scambio elettorale politico-mafioso.