TRENTO - L’intelligenza artificiale rischia di diventare uno dei principali fattori di crescita dei consumi energetici, ma allo stesso tempo potrebbe contribuire a rendere il sistema elettrico più efficiente. È uno dei temi emersi durante il convegno “Intelligenza artificiale e data center, da dove arriverà l’energia”, che ha riunito manager, accademici e rappresentanti del settore energetico. E ha messo sul tavolo opinioni e idee.Secondo l’ex presidente di Arera, Stefano Besseghini, ad esempio l’AI introduce una sorta di paradosso: «Gli algoritmi di intelligenza artificiale permettono di risolvere meglio anche il tema di come gestire l’energia». Certo, da un lato aumentano il fabbisogno di elettricità attraverso data center e infrastrutture digitali, ma dall’altro offrono strumenti per ottimizzare i consumi energetici. Besseghini ha sottolineato che il sistema energetico italiano è fermo da circa dieci anni attorno ai 300 terawattora di consumi annuali, anche a causa della deindustrializzazione. «I consumi elettrici in Italia non crescono. Per questo data center e AI sono oggetti molto desiderati dal settore energetico, perché riportano crescita della domanda», ha spiegato.Sul fronte infrastrutturale, la professoressa Susanna Dorigoni ha evidenziato che la crescita dell’AI pone problemi tecnici, ambientali ed economici. «La sfida non è solo coprire una domanda di energia che cresce, ma adeguare l’intero sistema infrastrutturale», ha spiegato. Anche perché i data center richiedono energia continua e costante, una caratteristica che rende difficile alimentarli esclusivamente con fonti rinnovabili intermittenti. «Il rischio è che aumenti anche il ricorso alle fonti fossili».Il tema delle infrastrutture digitali è stato invece affrontato da Giuseppe Gola, ceo di Open Fiber, secondo cui l’Italia ha sostanzialmente colmato il divario europeo nella diffusione della fibra ottica. Restano invece distanze significative sull’utilizzo effettivo delle reti e sull’adozione dei servizi digitali. «La fibra è il fattore abilitante fondamentale» per AI e data center. E inoltre «non è alimentata». Secondo le simulazioni citate durante il convegno, «se sostituissimo completamente il rame con la fibra risparmieremmo circa un miliardo di euro all’anno».Uno dei temi più discussi è stato quello del nucleare. Luca Mastrantonio, ceo di Nuclitalia, in questo senso, ha sostenuto che la crescente domanda energetica legata all’AI rischia di mettere ulteriormente sotto pressione un sistema italiano già dipendente dall’estero. «Partiamo da un sistema energetico corto», ha spiegato. «Siamo dipendenti dall’estero da anni e ora si aggiunge anche la variabile di AI e data center». Secondo Mastrantonio, queste infrastrutture richiedono energia «continua, scalabile, con prezzi stabili e decarbonizzata». E, a suo giudizio, «solo il nucleare ha tutte e quattro queste caratteristiche». Con un nucleare efficiente «il costo complessivo dell’energia è minore», ha detto, sostenendo inoltre che questo favorirebbe indirettamente anche le rinnovabili.