L’AI sta già dando una prima risposta al problema della gestione energetica nazionale. Entra nelle reti, nei sistemi e migliora l’efficienza, la previsione dei consumi e della produzione. Comincia ad aiutare il Paese a gestire fonti distribuite sul territorio, rinnovabili, dal basso. Per un futuro in cui l’energia non è più collo di bottiglia per lo sviluppo e fattore di diseguaglianze sociali, territoriali. E miccia per crisi geopolitiche (come si vede ora nella guerra con l’Iran).Lampi di questo futuro traspaiono dai principali casi di uso innovativo dell’intelligenza artificiale nell’energia, anche in Italia. Alcuni di questi, con i principali temi del problema, sono emersi al recente evento del Consorzio esperienza energia al Tecnopolo di Bologna (19 maggio), con molti dei principali attori del settore.Nel settore energetico italiano i casi di AI davvero maturi non sono ancora molti, ma quelli già operativi ci dicono già molto del quadro, perché riguardano i diversi stack: dalla produzione al consumo.Il punto di partenza è la necessità Paese di dare una risposta al problema energia.Secondo Terna, nel 2025 il fabbisogno elettrico italiano è stato pari a 311,3 TWh, con le rinnovabili a coprire il 41% della domanda e con la produzione fotovoltaica salita a 44,3 TWh, in crescita del 25,1% sull’anno precedente. L’intelligenza artificiale ora ha un ruolo soprattutto sul lato del problema energetico, nel mondo.Potenza installata datacenter Italia. Fonti: rielaborazione Ai4Business su dati Ida, Politecnico di Milano 2025Anche in Italia, i dati di settore e del Politecnico di Milano segnano un possibile aumento di quattro volte circa della potenza installata per i datacenter di AI e quindi dei consumi.Indice degli argomenti: