Un ingresso con luce fioca introduce ad un percorso a spirale. Sulle pareti elementi di un pianoforte che si compone man mano, avvolto dal riflesso dell’acqua e da una tessitura di parole bianche fluttuanti, proiettate su sfondo nero. Alla fine del percorso un pianoforte suona una melodia onirica, composta da Stardust. Il pianoforte suona “da solo”, ma è come se Stardust fosse lì, i tasti si muovono con l’esatta esecuzione che l’artista ha realizzato in presenza. E nel mentre una voce generata dall’AI interpreta in poesia e versi i testi scritti dai visitatori, che si aggiungono al Learn Language Model costruito per questo progetto, utilizzando testi di letteratura classica.Si presenta così Echo Sommersivo, l’opera ospitata dal padiglione Venezia alla Biennale 2026, che la strana geografia dell’arte colloca fra i padiglioni di Brasile e Australia. L’idea di utilizzare l’AI per realizzare un’opera di arte contemporanea nasconde un complesso lavoro durato tre mesi, che Giampaolo Barozzi, Vice Presidente di Cisco, ha raccontato a L’Espresso in occasione della presentazione dell’opera. Il processo che ha unito arte, innovazione e AI, per la creazione di Echo Sommersivo, è durato tre mesi. Ci sono stati dei passaggi particolarmente utili per lo sviluppo di nuove procedure operative? «Intanto che i nostri designer lavoravano, abbiamo fatto un’analisi che chiamerei antropologica, etnografica: li abbiamo osservati.e da come hanno lavorato abbiamo estratto alcuni insegnamenti interessanti. Il primo lo abbiamo definito “prompting deliberato”. Ad oggi, quando si crea un prompt, lo si fa rispettando varie regole, ma ci siamo accorti che più informazioni contestuali, in modo dinamico, si forniscono al prompt — e quindi all’intelligenza artificiale — migliori sono i risultati. Un contesto dinamico che varia di volta in volta mentre si procede con il lavoro dell’intelligenza artificiale.Abbiamo poi scoperto una pratica interessante: l’Ai consente di avere un prototipo in tempi brevissimi, e questo permette al team di formarsi in modo molto più veloce, la famosa teoria del “norming, storming”, che permette al team di raggiungere un contesto comune su cui lavorare.E grazie all’intelligenza artificialeabbiamo un primo artefatto in pochissime ore, che diventa il linguaggio del team e consente di esprimere punti di vista, di confrontarsi su come svilupparlo. Questo ha permesso di ridurre i tempi di sviluppo in modo drammatico».È la prima volta che Cisco lavora nel contesto dell’arte?«Con grande umiltà devo dire che l’idea è stata mia. Sono stato io che ho raggiunto H-FARM. Il mio è un gruppo a cui viene chiesto di fare innovazione e noi, un po’ romanticamente, ci definiamo quelli che lavorano nell’estremo presente. Non siamo i futurologi del tipo: “nel 2050 succederà questo”. Noi cerchiamo invece di capire quali sono i piccoli segnali di cambiamento che poi diventeranno grandi segnali, e trasferirli in un prototipo da testare nell’azienda.Il nostro team ha sempre creduto nella contaminazione e nell’andare a trovare in ambiti diversi stimoli di cambiamento. Anni fa abbiamo fatto un lavoro con una biologa evoluzionista su come le super reti biologiche funzionavano, per utilizzarle nella collaborazione umana».L’AI diventa uno strumento di previsione dell’estremo presente?«Quando è arrivata l’AI ho ritenuto che ci fosse la necessità di una nuova lente interpretativa. Siamo nel pieno di quelle che Snow definiva negli anni Sessanta le “due culture”: la torre umanistica e quella tecnologica, che oggi si trasformano nel contrasto tra utopia — “sarà un mondo meraviglioso” — e distopia — “è la fine della specie umana”. Io credo che cercare un’interpretazione intermedia sia la soluzione. E allora mi sono detto: chi dà un’interpretazione di questo tipo? Se andiamo a vedere nella storia moderna e contemporanea, gli artisti hanno sempre avuto questo sguardo ingenuo, neutro, curioso nel vedere cosa succede».Veniamo ad Echo Sommersivo. Com’è nata l’idea?«Parlando con H-FARM — che poi, grazie anche al Padiglione Venezia, ha raccolto questa idea — abbiamo pensato: perché non facciamo lavorare insieme ingegneri, designer e artisti?L’idea è nata dalla comprensione che l’innovazione avviene quando due mondi diversi si incontrano e si ibridano. Questa intersezione tra umanesimo e tecnologia è dove abbiamo giocato.E poi, insomma, noi italiani l’abbiamo inventata con il Rinascimento. Non stiamo inventando nulla di nuovo: sono 400 anni che questa cosa l’abbiamo fatta».Quando si dice che l’intelligenza artificiale, in Echo Sommersivo, “analizza le emozioni”, cosa significa davvero?«Quello che noi abbiamo utilizzato è il concetto di sentiment analysis, chiamato così nel marketing, perché alla fine interessa capire come reagiscono le persone a un certo stimolo. Si usa anche nelle grandi aziende quando si vuole capire, per esempio, quanto le persone siano coinvolte. È statistica.Grazie alla capacità che ha l’AI di analizzare una frase all’interno di una quantità enorme di contesti, l’intelligenza artificiale riesce a fare una sentiment analysis simile a quella umana: va a vedere quante volte una certa frase viene usata in un ambito considerato positivo e quante volte in un ambito negativo».Dardust ha realizzato “la colonna sonora” di questo progetto artistico, scrivendo un brano e anche abbinando 60 accordi a diversi stati d’animo. Come questo è stato utilizzato dall’AI?«È sempre data analysis. L’altra cosa interessante sono i 60 diversi tipi di ‘suoni corrispondenti’ alle emozioni, e perché questo ci permette di sopperire al potenziale errore statistico dell’AI. Non ci aspettiamo che una frase aggressiva venga letta come positiva, però magari una frase un po’ negativa viene vista come leggermente più positiva o leggermente più negativa. Con questa gradualità di 60 suoni riusciamo a centrare il segmento e quindi a distinguere frasi molto aggressive, molto negative, molto positive e tutte le sfumature intermedie. In questo momento non cerchiamo la precisione matematica, però grazie a questa granularità siamo molto confidenti che l’espressione visuale che vedrai sia molto vicina al sentimento, all’emozione che vuoi esprimere».
In-echo sommerso. Alla Biennale di Venezia l'Ai si fa musica e parole
Dalla collaborazione fra Cisco, Hfarm e Dardust, nasce un’installazione contemporanea in cui l’intelligenza artificiale interpreta le emozioni dei visitatori e







