I riflettori della magistratura contabile si accendono sulla gestione delle infrastrutture aeroportuali calabresi, aprendo un nuovo e delicato fronte politico e amministrativo. Al centro della contestazione si colloca lo scalo di Lamezia Terme e, nello specifico, la decisione di Sacal SpA, la società a partecipazione prevalentemente pubblica che ne cura la gestione, di affidare a privati i servizi di sosta interni all’area aeroportuale. Una scelta strategica che ha sollevato forti perplessità sulla reale convenienza economica per l’ente e per i soci pubblici, spingendo i rappresentanti istituzionali del territorio a richiedere un accertamento ispettivo formale per tutelare l’integrità del patrimonio collettivo.

Il nodo del contratto ventennale: cifre e presunti mancati guadagni

La mobilitazione poggia sulle precise e circostanziate affermazioni del Consigliere Regionale Ernesto Alecci in riferimento all’affidamento della gestione dei parcheggi aeroportuali, anche in relazione ai principi di razionalità economica ed al buon andamento ed alla corretta gestione delle risorse pubbliche. Secondo le ricostruzioni emerse dall’analisi dei dati pubblici, la Sacal ha recentemente sottoscritto un accordo della durata di vent’anni con una società privata avente sede in Lombardia. L’intesa prevede il versamento di un canone annuo fisso pari a 1,5 milioni di euro a favore della società aeroportuale.