È più efficace il calcolo quantistico o il tradizionale supercalcolo per simulare proteine complesse? Secondo IBM, la risposta giusta è quella di usarli entrambi, in parallelo. Insieme a Cleveland Clinic e RIKEN, Big Blue ha infatti modellato una proteina da 12.635 atomi, la più grande mai simulata, facendo leva su una combinazione delle due tecnologie.
Quantum-centric supercomputing: elaboratori tradizionali e quantistici insieme per la simulazione di proteine complesse
Il nuovo approccio al supercalcolo sperimentato da IBM si chiama quantum-centric supercomputing e combina i tradizionali HPC con i più moderni elaboratori quantistici, delegando a ciascuna architettura la tipologia di calcoli con la quale è più efficace.
Il banco di prova è stato dato dalla simulazione della proteina più complessa mai effettuata su un elaboratore quantistico, composta da ben 12,635 atomi. Per farlo, IBM, Cleveland Clinic e RIKEN hanno sviluppato un algoritmo progettato per far lavorare insieme computer quantistici e sistemi classici. Con questo approccio, i ricercatori sono riusciti a simulare due proteine di rilevanza biochimica circa 40 volte più grandi rispetto a quelle gestibili dallo stesso metodo appena sei mesi fa. Nello stesso periodo, l’accuratezza delle simulazioni in una fase cruciale del workflow è cresciuta fino a 210 volte.












