Biagio Marzo

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La fragilità dell’esecutivo post referendum nasce da dinamiche interne a una coalizione che ha progressivamente perso la spinta propulsiva anche alla luce di una squadra ministeriale apparsa spesso deficitaria di cultura di governo. Sono naufragati i tre grandi progetti di riforma sui quali la destra aveva investito gran parte della propria credibilità: autonomia differenziata, riforma della magistratura e premierato.

Resta solo la riforma elettorale

Proprio quest’ultimo era stato definito da Giorgia Meloni la “madre di tutte le riforme”. Oggi, invece, sul tavolo resta soltanto la riforma elettorale, già minata da forti dubbi di costituzionalità per via di un premio di maggioranza ritenuto eccessivo, oltre che da profonde divisioni interne alla maggioranza. Di fronte alle difficoltà, la soluzione escogitata è stata quella di passare la patata bollente all’opposizione, invocando il coinvolgimento della sinistra nell’approvazione della legge elettorale. Ma la risposta è stata netta: picche.