C’è una svolta nella causa che vede l’ex stilista di Burberry e Ginvechy Riccardo Tisci accusato di stupro e il nome di Mahmood come testimone invocato dalla difesa. Nelle scorse ore, il giornalista freelance Louis Pisano ha divulgato su X (ex Twitter) il “Documento 48” depositato presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York (caso n. 1:25-cv-04758-LAK). Le carte rivelano un duro scontro procedurale tra le parti riguardo alla convocazione di Mahmood come testimone. Come riportato nel documento del 20 maggio 2026, firmato dall’avvocato Uri Nazryan dello studio Held & Hines, LLP, il team legale di Cooper ha presentato un “Memorandum of Law in Partial Opposition to Defendant’s Motion for Issuance of a Letter of Request”. In sostanza, l’accusa non si oppone all’idea di interrogare il cantante in Italia tramite la Convenzione dell’Aia, ma chiede al giudice di congelare l’emissione della lettera rogatoria a causa di presunte lacune nella documentazione fornita dalla difesa. In sintesi, ora la questione davanti al giudice non riguarda se Mahmood debba essere sentito, ma quando e con quali domande. Per la difesa Tisci la testimonianza del cantante è urgente e rilevante. Per Cooper lo è altrettanto, ma proprio per questo non può essere gestita in modo parziale: prima vanno prodotti i documenti, poi formulate le domande da sottoporre in Italia.