Mahmood con Riccardo Tisci (foto Substuck Louis Pisano)

L’alba al 355 East 116th street di New York, nel locale ‘2 sisters 4 brothers’ a East Harlem, nel cosiddetto ‘El barrio’. Un drink, poi il nulla. Si è risvegliato così, confuso e nudo, Patrick Cooper, il giovane che accusa lo stilista ex punta di diamante di Givenchy e Burberry, Riccardo Tisci, che ora tira in ballo pure Mahmood. Nei mesi scorsi Cooper ha depositato ufficialmente una denuncia a carico di Tisci con l’accusa di violenza sessuale. Ha raccontato cosa sarebbe successo nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2024, cosa si ricorda e cosa proprio non gli torna alla mente.L'incontro con Tisci e MahmoodIn quei giorni a New York si teneva il Pride Weekend. All’alba del 30 giugno, una domenica, Cooper si trovava con un amico, Michael, che gli ha proposto di raggiungere Riccardo Tisci, in quel momento in compagnia del cantante milanese Alessandro Mahmood (Mahmoud, all’anagrafe). I quattro si presentano, salgono in auto e si dirigono al ‘2 sisters 4 brothers’. Poco prima di raggiungere il locale, Cooper sostiene di aver sentito i due italiani parlare nella loro lingua, non capendo cosa si dicessero. Arrivati al bar il gruppo ordina da bere, Patrick racconta di aver ricevuto un drink dal cantante, proprio nel frangente in cui l’amico Michael era uscito momentaneamente dal locale per recuperare qualcosa in auto.Il drink e l'ipotesi della drogaProprio in quella bevanda, secondo Cooper, qualcuno avrebbe messo della droga, una sostanza che poco dopo gli avrebbe obnubilato la mente facendogli perdere i ricordi delle ore precedenti al risveglio in una stanza con Riccardo Tisci, nudo e confuso, con il forte sospetto di cosa fosse successo mentre era incosciente.In questa vicenda Alessandro Mahmood non risulta indagato. Gli americani lo hanno convocato come testimone su richiesta della difesa dello stilista, sebbene il racconto della presunta vittima sembri quasi puntare il dito anche verso di lui.Patrick Cooper racconta che quella notte sarebbe stato Mahmood a porgergli il drink, ed è convinto anche che la bevanda gli sia stata offerta appositamente quando l’amico Michael si è allontanato dal gruppo. Nella denuncia, l’uomo ha voluto precisare la sua convinzione: Tisci lo avrebbe “furtivamente” reso inabile “sofisticando personalmente (la bevanda, ndr), od ordinando a Mahmood” di farlo. Quando Michael è rientrato del gruppo non c’era traccia. Ha provato a contattare l’amico e i due italiani, ha scritto anche messaggi a Tisci che avrebbe letto gli sms, ma senza rispondere.Il Dna di un uomo sugli slipCooper si è svegliato ore dopo “completamente nudo e in un luogo sconosciuto” con lo stilista senza vestiti sopra di lui “che lo baciava con forza”. Era “scioccato e inorridito”, si è allontanato, aveva “la gola secca”, era “disorientato” senza “alcun ricordo di come fosse arrivato lì e di dove si trovasse”. Alle due domande Tisci non avrebbe risposto, dicendo solo che Michael “ha sponsorizzato la serata”. Cooper avrebbe, poi, trovato i suoi vestiti “sospettosamente” ben piegati e il cellulare spento. In ospedale Cooper è stato visitato, sugli slip che indossava quella notte è stato trovato il Dna di un individuo di sesso maschile.La richiesta alla Corte di New YorkA convocare Mahmood come testimone non è stato Patrick Cooper, ma la difesa di Riccardo Tisci. I legali dello stilista hanno chiesto al cantante di dare la sua versione dei fatti, ma i tentativi di ottenere una deposizione volontaria non sono andati a buon fine. La difesa non ha avuto altra scelta se non chiedere l’intervento della Corte di New York attraverso un’istruttoria. Alessandro Mahmood è un cittadino italiano residente in Italia, a Milano per la precisione. L’unica via per ‘obbligarlo’ a testimoniare è appellarsi al ministero degli Esteri italiano e alla magistratura. Ed è quello che ha gli avvocati chiedono a New York: inviare un’istanza chiedendo che Mahmood sia sottoposto a un esame orale sotto giuramento, e che porti con sé il proprio cellulare affinché vengano analizzate le chat sul telefono.