Giorgia Meloni ha scritto una lettera al quotidiano La Stampa, smentendo di essersi infuriata per i manifesti apparsi nelle stazioni di Roma e Milano. Manifesti voluti da Matteo Renzi che ha lanciato una campagna provocatoria contro la premier diffondendo cartelloni in cui si legge la frase con i canoni dell’iconografia fascista “Quando c’era lei“.

Manifesti "Quando c'era lei" nelle stazioni: il commento di Meloni all'iniziativa di Renzi

Giorgia Meloni: "Suggerisco a Italia Viva di non modificare la campagna"

La premier: "Io tra le persone più contestate nella storia d’Italia"

Manifesti “Quando c’era lei” nelle stazioni: il commento di Meloni all’iniziativa di RenziLa campagna, ha dichiarato Renzi, è “una provocazione ma anche una denuncia concreta dell’immobilismo del Governo Meloni”.Nelle scorse ore, un articolo pubblicato sulla Stampa ha parlato di una Meloni “furibonda” per l’iniziativa renziana.ANSALa premier Giorgia MeloniInoltre è stato riferito che la Presidenza del Consiglio avrebbe chiesto “spiegazioni” al Ministero dei Trasporti per la campagna realizzata da Italia Viva sul 2xmille e diffusa nelle grandi stazioni ferroviarie italiane.“Non è vero che la campagna di Italia Viva mi ha irritato, così come non è vero che qualcuno a Palazzo Chigi abbia chiesto spiegazioni al Mit”, ha sottolineato Meloni nella lettera inviata al quotidiano torinese.“Anzi – ha aggiunto – devo dire che ho trovato la campagna molto efficace dal punto di vista comunicativo e l’ho detto direttamente a chi l’ha ideata, cioè Matteo Renzi. D’altronde, “c’era lei” perché dopo che c’è stato “lui”, quasi nessuno lo ha più votato. Ma questa, ovviamente, è un’altra storia”.