"Non è vero che la campagna di Italia Viva mi ha irritato. Cosi' come non e' vero che qualcuno a Palazzo Chigi abbia chiesto spiegazioni al Mit. Anzi, devo dire che ho trovato la campagna molto efficace dal punto di vista comunicativo e l'ho detto direttamente a chi l'ha ideata, cioè Matteo Renz. D'altronde "c'era lei" perché dopo che "c'e' stato lui" quasi nessuno lo ha più votato. Ma questa, ovviamente, è un'altra storia...". Lo scrive la premier Giorgia Meloni, in una lettera pubblicata sul quotidiano La Stampa.
La presidente del Consiglio fa riferimento ad un articolo apparso ieri sul quotidiano di Torino in cui Meloni veniva descritta come "furibonda" per i cartelloni della campagna di comunicazione "quando c'era lei i treni arrivavano in ritardo" promossa da Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Cartelloni apparsi nelle grandi stazioni ferroviarie che avrebbero, secondo quanto riportato nell'articolo de La Stampa, Palazzo Chigi a chiedere spiegazioni al Mit. "Leggo - prosegue Meloni nella lettera - che qualcuno avrebbe chiesto di modificare la campagna di Italia Viva. Non so se sia vero e non ho gli elementi per dirlo, perché mi occupo di tante cose ma grazie a Dio non degli spazi pubblicitari nelle stazioni, ma a scanso di equivoci mi permetto di suggerire a chi ha questa responsabilità che la campagna di Italia Viva non dovrebbe essere toccata e dovrebbe proseguire così com'è. Anche perché gli italiani sono molto più intelligenti e consapevoli di quanto si pensi, e sanno distinguere perfettamente tra la propaganda di partito e la realtà delle cose".










