sabato 23 maggio 20263' di letturadi Matteo Renzi

Caro Direttore, La ringrazio per avermi dedicato il suo autorevole editoriale che ho letto con la consueta attenzione.

Lei sostiene che i manifesti della campagna di Italia Viva per il 2x1000 segnino la mia contraddizione.

Ma come fa Renzi, che era stato nel 2022 l’unico a suggerire al centrosinistra di non utilizzare l’argomento del “Meloni è neofascista”, ad usare oggi il gioco di parole “Quando c’era Lei”. Confermo: ho sempre detto che Meloni andava giudicata per ciò che ha fatto e non sulla base dei richiami ideologici. Non a caso la giudico sfascista, non fascista. Purtroppo i salari reali sono più bassi del 2021, purtroppo il debito pubblico è peggiorato, purtroppo la produzione industriale è ferma, purtroppo le riforme sono rimaste nel cassetto. Per fortuna Giorgia Meloni non è fascista, ma purtroppo il suo Governo è stato sfascista. Queste sono le mie opinioni, discutibili come tutte in democrazia.

Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo non è un’accusa di fascismo: è una sottile ironia - ben riuscita visto che ne parlano tutti- sul fatto che quando c’era lui, il Duce, i treni arrivavano puntuali. Se proprio vogliamo fare l’analisi del messaggio, senza scomodare McLuhan, sto casomai accusando la Meloni di fare il contrario di quello che faceva Mussolini. Ma caro Direttore le svelo un segreto: era un messaggio scherzoso per prendere in giro la Premier e questo Governo.