Il presidente dell'Eurogruppo Pierrakakis propone "misure chirurgiche" e temporanee contro la crisi energetica per realizzare gli obiettivi green e dare stabilità all'economia Ue.

Per contrastare la crisi energetica provocata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz servono misure "temporanee, mirate e calibrate", interventi "chirurgici", che siano bene in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione dell'Ue. Lo sottolinea il presidente dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis, a margine della riunione dei ministri delle Finanze a Nicosia.

Innanzitutto, afferma, "l'Europa ha già iniziato ad affrontare la crisi. Oggi all'Eurogruppo discuteremo le previsioni economiche aggiornate della Commissione Europea. Non ci sono sorprese significative. Le proiezioni di crescita sono state riviste al ribasso, mentre quelle di inflazione al rialzo, ma rimaniamo comunque in un perimetro di crescita positiva".

C'è una "pressione stagflazionistica, ma l'Europa è resiliente. La Commissione ha già predisposto un insieme di misure, basate sull'esperienza del 2022, che sono temporanee, mirate e calibrate".

Nel contempo, sottolinea Pierrakakis, "abbiamo osservato cosa sta accadendo nei mercati obbligazionari e l'instabilità che li caratterizza, e stiamo cercando di trovare un equilibrio: da un lato dobbiamo sostenere i nostri cittadini, le nostre società, i più vulnerabili, e dall'altro non dobbiamo permettere che questa crisi energetica si metastatizzi in una crisi fiscale. Dobbiamo essere chirurgici".