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Federico Berni

Il 18enne, per cui la procura chiedeva 10 anni, è stato condannato a 10 mesi per omissione di soccorso: «Ero nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma molti si fermavano alle mie origini egiziane ed ero per questo colpevole. Vorrei incontrare di nuovo Davide»

I mesi in cella a comporre testi rap, a lavorare come «scrivano» per gli altri detenuti, a ripensare a «quella notte» in cui voleva divertirsi nei locali alla moda, e a Davide Cavallo, a come stava, ai suoi guai. Sei mesi a San Vittore culminati con una sentenza che lo riconosce non partecipe dell’accoltellamento — dieci mesi per omissioni di soccorso, a fronte di una richiesta del pm di dieci anni per concorso in tentato omicidio e rapina — preceduta dal momento dell’abbraccio in aula con Davide, il 22enne pestato e accoltellato lo scorso ottobre, e ora, nonostante i danni permanenti riportati, disposto a perdonare il responsabile di un gesto tanto crudele e insensato.

«Ci siamo avvicinati, ci siamo salutati, ci siamo parlati, Davide mi ha guardato e mi ha detto: “Stai attento, prenditi cura della tua vita”». Un breve momento di silenzio e poi aggiunge: «Questa cosa la apprezzo tanto, io non sarei stato in grado di perdonare come sta facendo lui; la mia vita deve ripartire da quell’abbraccio».