La tensione fra l’essere bravi oggi e continuare a essere leader domani, tra le competenze interne e quelle esterne, tra la storia e il futuro. “Aiutiamo l’Edison di oggi a traguardare l’Edison di domani”, dice Davide Dotti, responsabile Innovation di Edison, ricordando la vision del suo team. «Le parole sono importanti», aggiunge, citando il Nanni Moretti di “Palombella rossa”. E quelle parole disegnano due equilibri difficili: tra il peso di essere la più antica società energetica europea (oggi parte del Gruppo francese EDF) e la necessità di reinventarsi, tra le competenze interne stratificate e la capacità di aprirsi all’ecosistema esterno.Serve tanta innovazione abilitata dalle tecnologie digitali. Per questo abbiamo chiesto a Davide Dotti e Lorenzo Montelatici, Responsabile Digital del Gruppo, di raccontarci il percorso di Edison che – con l’intelligenza artificiale – lavora da quasi dieci anni, “quando non si chiamava ancora AI, ma machine learning” (ricorda Montelatici). Ma è cambiato il contesto, il mercato e la tecnologia: oggi quella stessa azienda si trova a gestire migliaia di impianti distribuiti sul territorio, a fare i conti con una “bomba” — parola usata da loro — che è esplosa tra le mani: la GenAI.Indice degli argomenti