Meduse all’assalto di un reattore nucleare. Sembra la trama di un dozzinale B-movie, eppure è realmente accaduto alla centrale nucleare di Oskarshamn, in Svezia, dove un branco di meduse è stato risucchiato dal sistema di raffreddamento del reattore, causando la chiusura dell’impianto. Gli ingegneri della centrale di Oskarshamn (che si affaccia sul Mar Baltico) hanno dovuto interrompere ogni attività del reattore 3, allo scopo di estrarre dalle tubature tonnellate di esemplari di Aurelia aurita, una medusa particolarmente diffusa in tutti i mari dell’emisfero boreale. Gli animali sono penetrati nei tubi che si trovano a circa sessanta piedi sotto il livello del mare, otturando il sistema che raccoglie acqua per raffreddare le turbine del reattore. Fortunatamente le meduse non sono riuscite a superare i filtri dell’impianto, per cui non vi è stato nessun rischio di incidente nucleare. “Speriamo di aver risolto ogni problema causato dall’invasione”, afferma Anders Osterberg, rappresentante del gruppo Oskarshamns Kraftgrupp AB, la corporazione che possiede e gestisce la centrale nucleare di Oskarshamn, “ma non possiamo essere certi che le meduse non torneranno.” Non è infatti la prima volta che episodi del genere si verificano nei reattori nucleari che attingono dal mare l’acqua necessaria al raffreddamento dell’impianto: soltanto lo scorso anno inconvenienti simili si sono verificati in altre centrali elettriche situate in Svezia e in Israele, e lo stesso impianto di Oskarshamn ha già subito un ‘attacco’ di meduse nel 2005, senza però riportare danni significativi. L’allarme in ogni caso rimane alto: l’impianto nucleare di Oskarshamn utilizza infatti la stessa tecnologia impiegata nel complesso di Fukushima Dai-ichi, responsabile, dopo Černobyl', del peggior disastro nucleare della storia.
Le meduse spengono il reattore nucleare - Treccani
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