Pubblicato il: 22/05/2026 – 8:02

ROMA Una parte degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza, rilasciati dalle autorità israeliane, sono arrivati poco dopo le 23.00 all’aeroporto di Roma Fiumicino da Istanbul. Nella capitale turca erano giunti nel tardo pomeriggio a bordo di uno dei tre voli charter della Turkish decollati da Eilat con tutti gli altri attivisti di vari Paesi che avevano partecipato alla Flotilla. I primi a rientrare erano stati ieri mattina, via Atene, Alessandro Mantovani, giornalista de “Il Fatto Quotidiano” e il deputato del Movimento 5 Stelle, Dario Carotenuto. Ad attendere i 16 attivisti arrivati a Roma, un gruppo di parenti e amici con bandiere della Palestina.

I racconti shock

Parlano di torture subite, sia fisiche che psicologiche e di aver vissuto per 48 ore in un campo di concentramento, gli attivisti della Sumud Flotilla arrivati a Roma, come riporta l’Ansa. “A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica. Per andare al porto mi hanno chiuso in una gabbia di ferro di un metro, dove non si vedeva nulla e fuori i cani che abbaiavano e graffiavano sul ferro”, è la testimonianza di Antonella Mundu, toscana. “Se prima eravamo tornati umiliati ma sostanzialmente integri, stavolta torniamo letteralmente con le ossa rotte”, è invece il laconico commento di Luca Poggi, di 28 anni. “Mi hanno buttato a terra, riempito di botte in quattro, mi mettevano fascette sulle mani stringendole e poi le staccavano via tirandole. Ma ancora, cercavano di farmi uscire la spalla, oppure mi prendevano per i capelli e mi alzavano su tipo trofeo”, sono invece le descrizioni di Marco Montenovi, 43enne di Ancona. Attorno a loro un centinaio tra simpatizzanti, amici e parenti, che con slogan e applausi li hanno accolti per il rientro a casa.