Altri sei attivisti, cinque italiani e un americano residente in Italia, della Global Sumud Flotilla per Gaza, rilasciati in settimana dalle autorità israeliane, sono rientrati poco dopo le 14 all’aeroporto di Roma Fiumicino da Istanbul. “Con noi sono stati più mansueti e non hanno usato violenza. Quando siamo arrivati abbiamo trovato pane e acqua, ma non le coperte e siamo rimasti al freddo tutta la notte“, racconta Simona, di Bari.
Mentre altri parlano di una “violenza” che “non ci aspettavamo”.
Tutti i partecipanti alla missione umanitaria, sia italiani sia di altri Paesi, sono stati trasferiti a Istanbul giovedì con tre voli charter della Turkish partiti nel pomeriggio da Eilat. I primi ad essere rimpatriati, via Atene, sono stati giovedì mattina l’inviato del Fatto, Alessandro Mantovani, e il deputato del Movimento 5 Stelle, Dario Carotenuto.
Non tutti, però, hanno potuto far rientro a casa subito perché non in condizioni di proseguire il viaggio con il conseguente ricovero in varie strutture ospedaliere di Istanbul (circa una cinquantina di varie nazionalità, tra cui anche un italiano, il trentino Ruggero Zeni, 69 anni, residente a Malaga, ndr). Così come già accaduto in occasione dei primi arrivi, anche oggi gli attivisti sono stati accolti in aeroporto da parenti e amici.












