HomePoliticaIl premio può scattare dal 42%. Stabilicum, testo base più vicino. La maggioranza alza la sogliaLe limature del centrodestra per l’ok entro l’estate. Salta il ballottaggio. Il numero massimo di seggi alla Camera passerebbe da 230 a 220-222Giorgia MeloniRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 22 maggio 2026 – Maggioranza al lavoro per riformulare la proposta di riforma elettorale. Resta inalterata l’impostazione proporzionale con vincolo di coalizione e premio di maggioranza, ma sale dal 40 al 42% la soglia da superare per ottenere il premio, scende a 222 – pari al 55,5% – il tetto dei deputati per la coalizione vincente e viene eliminato il ballottaggio in favore del proporzionale puro nel caso in cui le coalizioni rimangano sotto il 40%. Queste le principali modifiche allo studio della proposta "Bignami bis", che verrebbe presentata come testo base al termine della discussione generale nella Commissione affari costituzionali di Montecitorio.

Gli sherpa della maggioranza hanno in programma di vedersi lunedì per discutere nel merito delle modifiche. Fino ad allora, fanno sapere, non ci sarà una proposta complessiva. A quanto pare, però, alcune prime indicazioni sarebbero emerse nel corso dei vertici di maggioranza dei giorni scorsi. Tra le modifiche più rilevanti l’innalzamento della soglia per accedere al premio e l’abbassamento del tetto massimo dei deputati a quota 55,5%, mentre al senato la soglia potrebbe essere lievemente più alto. Resta fermo il premio di 70 deputati e 35 senatori (pari al 17,5% degli eletti), che viene eventualmente attribuito alla coalizione vincitrici prima della ripartizione dei seggi proporzionali e un po’ a scapito degli eletti nei territori. E resta la sproporzione tra un premio del 17,5% e l’effettivo guadagno di seggi che non supera il 13,5% alla Camera; mentre del Senato ancora non si sa. La compilazione della lista premio costituisce però la garanzia di stabilità per le coalizioni e per il centrodestra in particolare, dove la Lega vuole risarcita l’eliminazione dei collegi uninominali previsti dal Rosatellum e che la vedono avvantaggiata al nord.