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Domenica le elezioni regionali in Andalusia sono state vinte dal Partito Popolare (PP), di centrodestra. Il Partito Socialista (PSOE) che governa a livello nazionale è andato male, e non è la prima volta. Negli ultimi mesi si era votato anche in altre tre regioni: l’Estremadura, l’Aragona e Castiglia e León. In tutte i risultati sono stati simili.
Da sette anni la Spagna è l’unico grande paese europeo ad avere un governo di sinistra. Il primo ministro Pedro Sánchez ha posizioni molto progressiste su diversi temi, come la parità di genere o le politiche ambientaliste. Recentemente ha iniziato a regolarizzare centinaia di migliaia di migranti irregolari. In politica estera è molto critico nei confronti degli Stati Uniti e di Israele, e il suo governo è uno dei pochi che in Europa hanno riconosciuto la Palestina.
Però la destra è in crescita. I sondaggi mostrano che PP e Vox, di estrema destra, hanno insieme il 49,2 per cento dei consensi, contro il 36,6 per cento della sinistra (PSOE, insieme a Podemos e Sumar, due partiti di sinistra radicale). Quest’anno non ci saranno altre elezioni, ma nel 2027 si voterà per le amministrative e per le legislative.
Se si votasse ora il PP e Vox avrebbero i numeri per formare un governo di coalizione, anche se per adesso i due partiti non hanno detto esplicitamente di volerlo fare: parte della leadership del PP, che assieme al PSOE è uno dei due grandi partiti mainstream spagnoli, è ancora restia all’idea di un’alleanza di governo a livello nazionale con l’estrema destra, anche se alleanze simili sono state fatte a livello regionale.













