ARCIDOSSO Quasi duemila firme raccolte in poche settimane, una consultazione popolare e un dibattito che, a distanza di circa vent’anni, torna...ARCIDOSSO

Quasi duemila firme raccolte in poche settimane, una consultazione popolare e un dibattito che, a distanza di circa vent’anni, torna oggi al centro della politica amiatina. Riparte da lì, da quelle 1900 adesioni raccolte tra Arcidosso e Castel del Piano nei primi anni Duemila, la proposta di creare un comune unico tra i due centri dell’Amiata grossetana. Un progetto che non si è mai completamente spento e che oggi viene rilanciato dall’opposizione consiliare di Arcidosso, rappresentata da Guendalina Amati e Marcello Bianchini, con il sostegno del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Luca Minucci (foto). Proprio Minucci parteciperà oggi pomeriggio, alle 17 nella sala consiliare di Arcidosso, a un incontro pubblico dedicato al tema della fusione amministrativa e alle possibili iniziative da portare in Regione Toscana per riaprire ufficialmente l’iter. L’idea del comune unico tra Arcidosso e Castel del Piano affonda le proprie radici nei primi anni Duemila, durante l’amministrazione guidata da Attilio Marino. In quel periodo venne promossa una raccolta firme che raggiunse circa 1900 adesioni e fu organizzata una consultazione comunale ad Arcidosso. Secondo i dati ricordati dai promotori, partecipò al voto circa il 35% degli aventi diritto e il 65% dei votanti si espresse favorevolmente all’ipotesi di fusione. Numeri che oggi vengono richiamati da chi sostiene la necessità di riaprire il confronto.