CAVASO-CASTELCUCCO - Un unico Comune da 5.200 abitanti che unisca Cavaso e Castelcucco. È questa la proposta che hanno deciso di portare avanti i rispettivi sindaci, Gino Rugolo e Paolo Mares. Il percorso era iniziato quattro anni prima, coinvolgendo un territorio più ampio: Monfumo (che aveva rifiutato subito), Pieve del Grappa (interessata ma reduce da una precedente fusione) e non per l’ultima Possagno, che però prima doveva risolvere l’annosa questione dell’eredità canoviana.

«Abbiamo deciso di andare avanti lo stesso - spiegano in coro i due sindaci, ricordando la scadenza del 10 aprile per avanzare le richieste di fusione alla Regione. - In futuro, quando saranno pronti, altri Comuni potranno chiedere di aggiungersi». Terminato lo studio di fattibilità entro marzo, le due amministrazioni porteranno in consiglio la delibera. Da lì, la richiesta alla Regione e l’eventuale referendum. Ai cittadini l’ultima parola. Anche sul nome, che potrebbe essere “Valcavasia”.

«Secondo noi, non c’è un’altra via se non la fusione per affrontare il futuro dei piccoli comuni - spiega il sindaco Gino Rugolo. - Siamo pronti a proporre ai cittadini una via d’uscita. Saranno loro poi a scegliere. L’analisi è chiara: non siamo strutturati per definirci degli enti programmatori, non abbiamo personale nei municipi e siamo lontani da tutto. Condividiamo le problematiche della fascia pedemontana e sappiamo già cosa significhi condividere determinati servizi».